A pedali nel cuore della Calabria


La ciclovia del Reventino-Savuto indica una rotta immersiva nel cuore della Calabria, ispira un viaggio vero alla scoperta di terre inesplorate dai flussi del turismo tradizionale. Non è un viaggio per cicloturisti comuni ma un’esperienza per cicloviaggiatori in cerca di autenticità.

Oltre 150 chilometri, infinite curve, discese ardite e risalite, la Ciclovia del Reventino-Savuto è un piccolo paradiso per chi ama scoprire il mondo in bicicletta, ispirato dalla lentezza. La mappa della ciclovia segue una traccia che asseconda il carattere di un territorio dai mille stati d’animo e dall’umore imprevedibile. Osservata su carta sembra non avere un senso logico, invece indica le tappe di un viaggio di scoperta nella Calabria più intima, solitaria e schiva. Il turismo che tutto consuma e stravolge qui non è mai arrivato: valli, montagne e antiche pietre sembrano voltare le spalle al mare che appare come un fondale azzurro e infinito. Le rughe di questa Calabria non hanno bisogno di lifting per mostrarla diversa da quella che è, vale a dire un pezzo di mondo destinato a viaggiatori in cerca di autenticità. La Ciclovia del Reventino-Savuto penetra in un mondo fatto di silenzi silani dove il respiro del vento narra vicende e storie di un paesaggio umano che genera nel viaggiatore lo stesso spirito del Grand Tour: “il desiderio di esplorare e scoprire luoghi sconosciuti per allargare le proprie conoscenze e imparare a vivere”. La ciclovia ha una doppia valenza: va a scoprire un mondo reale inseguendo monti, valli, fiumi, foreste, paesi e genti; e poi si snoda in una dimensione sospesa tra passato e futuro, svelando il volto di una Calabria che affonda le radici in un mondo antico e allunga lo sguardo verso il mondo che verrà. I monti del Reventino sono gli arti della Sila che si stiracchiano verso Catanzaro e il Savuto è la vena d’acqua che simboleggia la fonte di vita per popolazioni che hanno vissuto qui fin dal Neolitico. Questo percorso costituisce una splendida deviazione dalla direttrice regionale, la Ciclovia dei Parchi, che attraversa la dorsale di infinite “Calabrie”, dal Pollino all’Aspromonte, passando per la Sila e le Serre. Combinando il tratto della Ciclovia dei Parchi che accarezza la Sila meridionale con la Ciclovia del Reventino-Savuto il viaggio diventa un anello magico di circa 200 chilometri e 4.000 metri di dislivello: meta ideale per ciclisti allenati e cicloturisti contemporanei che possono ingannare la forza di gravità accarezzando i muscoli grazie a comode e-bike.

La strada sembra perdersi tra le pieghe di un territorio che vuole proteggere la sua intimità. La Ciclovia dei Parchi attraversa i boschi incantati della Sila correndo verso Catanzaro e prima di Gimigliano incontra la Ciclovia del Reventino-Savuto che, passando per Cicala, piega verso Carlopoli e Panettieri, due villaggi che si abbracciano proprio sul confine tra le province di Catanzaro e Cosenza. L’Abbazia di Corazzo è una cattedrale silenziosa fatta di pietra e di cielo. Nei dintorni profumo di pani antichi e cagliate che stanno per trasformarsi in formaggi. Emozionante il passaggio per Serrastretta, la città delle sedie, e per la mistica faggeta del monte Condrò: un sogno che si perde nella quiete boscosa di Decollatura prima di respirare aria di Mediterraneo, vigneti e oliveti tra Conflenti e Motta Santa Lucia. Pedivigliano, Scigliano e Carpanzano disegnano curve indimenticabili per chi pedala a testa alta flirtando con la forza di gravità fino al valico di Agrifoglio, dove inizia la discesa verso l’operosa Soveria Mannelli. Da qui si risale ancora verso Bianchi, Colosimi e gli altopiani di Parenti fino a Bocca di Piazza, un “piccolo Tibet” fatto di grandi spazi che annuncia la dorsale e il ritorno sulla Ciclovia dei Parchi.